La strada giusta

Non sappiamo se Paolo cadde da cavallo, certo è che cadde a terra, abbagliato da una grande luce. Di cadute ne aveva certo già fatte molte, come tutti noi nella vita e, come per noi, le più brutte erano state causate da sgambetti e spintoni. Ancora più umilianti sono le cadute causate da passi falsi, perché non possiamo far altro che incolpar noi stessi. E così, a furia di cadere, si impara a stare in piedi fin troppo e si rischia di diventar così sicuri di sé da credersi sempre nel giusto. Poi viene il momento della luce sfolgorante e cadi di nuovo, ma è diverso. Nessuno ti ha toccato e ti trovi a terra, spinto dalla luce. Non eri poi così stabile come credevi. Uno si crede forte per i soldi, l’altro per la bellezza, l’altro per la religiosità, ma basta una luce a buttarti giù, un fascio di energia a farti capire quanto sei debole. Poi inizi a vedere, a capire, a riconoscere la strada giusta. Arriva per tutti il momento di cadere. Alcuni lo chiamano fallimento. Altri la chiamano conversione.

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Conversione di San Paolo Atti 22  Paolo disse al popolo:
«Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nell’osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne, come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perché fossero puniti.
Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?”. Io risposi: “Chi sei, o Signore?”. Mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti”. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. Io dissi allora: “Che devo fare, Signore?”. E il Signore mi disse: “Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto quello che è stabilito che tu faccia”. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco.