
A chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E così va il mondo, lo sappiamo. Perché chi è ricco diventa ricchissimo e chi è povero sarà sempre più povero. Ma così va anche nel Regno di Dio, dove non è mai questione di meritare qualcosa. Con tutti gli sforzi possibili, chi mai potrebbe vantare il diritto ad un solo piccolo miracolo? Chi può dire di meritare il Paradiso? Per quanto ci abbiano parlato spesso di merito (e continuino erroneamente a scriverlo in ogni preghiera della liturgia), il merito non esiste con Dio. Esiste la grazia, l’amore, la gratuità. Ma bisogna crederci. Anziché affannarsi per meritare, sedersi con calma e crederci e ricevere. Ecco perché chi crede a questo gratuito amore, riceverà sempre di più. Chi invece non crede, non può ricevere. Perché si riceve in misura di quanto si crede che Dio possa dare. E Dio può dare molto più di quanto possiamo domandare o pensare. (Ef 3)
Mc 4,21-25 Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse accesa la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».