
Per quanto le regole ci stiano strette, è innegabile il senso di appagamento che restituiscono. In questa nostra società priva di regole religiose e morali, chi segue scrupolosamente una religione suscita un senso d’ammirazione: “loro sì che credono”. Ma è questa la fede? Forse è solo ortoprassi. La regola religiosa stabilisce livelli da raggiungere e divieti da rispettare ma, al contempo, si sa che non chiede di più. Insomma: lavate accuratamente mani e stoviglie, posso tranquillamente mangiare a sazietà. Gesù scardina questa mentalità, rendendoci la vita più difficile. La sua regola infatti è senza limiti. Per chi vive il Vangelo non verrà mai il momento di dire “Ho finito i compiti!”. L’amore non ha limite, come senza limiti sono i bisogni del prossimo e le sue colpe da perdonare. La nostra è una costante attenzione a non avere il cuore lontano da Dio ma vicino a Lui. Con Dio in cuore sarà difficile sbaffare cibo puro con mani monde se di fronte a noi sta qualcuno col piatto pulito sì, ma perché vuoto.
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Mc 7,1-13 si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».