
È un monito, non una minaccia. Forse di più: è un lamento: Guai a voi! Purtroppo saranno guai per voi e mi dispiace. Guai a voi ricchi sazi che ridete, perché non potete che vedere un futuro minacciato. La vostra ricchezza potrebbe ridursi, le vostre feste spegnersi, il vostro potere indebolirsi. Proprio tutto ciò che dovrebbe darvi serenità, si trasformerà in causa d’ansia e affanni. I poveri invece continueranno a sognare, a sperare in un domani benedetto e per questo, nell’attesa, resteranno più vivi che mai, progettando grandi cose.
Lc 6 Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».