Come alberi

Questo miracolo è tanto misterioso quanto entusiasmante. È infatti la prova evidente della autenticità e della verità di ciò che è narrato nei vangeli. Nessuno infatti oserebbe mettere in ridicolo Gesù, se ciò non fosse accaduto veramente. Ci aspetteremmo come sempre una guarigione immediata e ci stupisce che il Maestro debba ripetere due volte l’imposizione delle mani sugli occhi del cieco. Resta la domanda: come mai Gesù non riuscì a guarirlo subito? Forse il cieco personalmente dubitava, forse non ricordava come erano fatte le persone e le piante, forse aveva solo bisogno di un attimo per guarire. Dio a volte ha bisogno di tempo, di vari tentativi per farci vedere chiaramente. Intuiamo qualcosa e crediamo già di vederci, ma non è ancora la vista piena. Si inizia con un’inquietudine, un vago desiderio, poco più che un sogno. Poi si intuisce meglio fino a vedere distintamente ogni cosa. Ma bisogna lasciarsi toccare gli occhi più volte, lasciare che Gesù ci illumini giorno per giorno, lasciandoci prendere per mano da lui.

Mc 8,2-26  Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».