Cosa dicono?

È la nostra costante domanda: la gente chi dice che io sia? Cosa dicono di me gli altri? Siamo in un mondo di contraddizioni. Tutelati nella privacy, siamo esposti a pubblici commenti anonimi. Chi dice la gente che io sia e cosa dico io della gente, in che modo lo dico? Alle spalle, in anonimo, con violenza o con sincerità diretta? Non tolleriamo commenti su di noi ma ci esponiamo in pubblico con ogni mezzo. Anche Gesù era ormai divenuto un personaggio pubblico ma cosa aveva capito di lui il pubblico che lo seguiva? Cosa avevano capito i suoi intimi compagni di cammino? La gente ci era andata molto vicino: è un profeta. I Dodici avevano capito: Tu sei il Cristo. La coerenza della vita di Gesù era tale da non indurre in errore. Ma perché lui voleva sapere cosa diceva la gente?

Mc 8,27-33   Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».