Mentre gioca

Osserviamo un bambino mentre gioca da solo, mentre disegna o costruisce qualcosa. Che sensazione ci trasmette? Quella di non avere altro da fare. È totalmente catturato dal momento presente, immerso nell’istante. La dimensione divina della vita, la consapevolezza della Presenza di Dio, è da accogliere nell’attimo presente. Dio non sarà con noi, Dio è adesso con te. È sempre presente nell’attimo presente. Ogni respiro è in Lui. Se raggiungiamo questa consapevolezza allora riusciremo a vivere il regno di Dio, ad entrare in questa realtà. Tutto però agisce contro. Tutto è un disturbo, un interrompere. Non si riesce più a concludere una sola frase senza che il nostro interlocutore dia un’occhiata al messaggino o risponda al collega che irrompe in studio. Ecco perché ci sentiamo così soli, perché non riusciamo ad avere né a dare la piena attenzione a nessuno. Figuriamoci se riusciamo a dare attenzione a Dio nel silenzio di qualche minuto di preghiera. Bambini, dobbiamo fare come i bambini. Quelli dei tempi senza tablet ovviamente…

Mc 10,13-16   presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.