C’era un ricco

In una vita intera proprio non si era accorto che, uscendo di casa, scavalcava un’altra persona. O meglio, si era accorto che c’era un povero, ma non aveva capito che era una persona con un nome: Lazzaro. Capita spesso di vederli i poveri, i senzatetto, i vecchietti, i rifugiati, i bimbi denutriti, i galeotti, i tossici ecc. Capita così spesso da farci l’abitudine e credere che tutto questo sia normale. Eppure hanno un nome, una storia, e avevano una mamma. Ma non c’è modo. Pensate che “làzaro” in spagnolo significa pezzente, accattone, mendicante e deriva esattamente da questa parabola. Gli spagnoli lo insegnarono agli italiani che tuttora chiamano lazzarone chi non vuol lavorare. Il nome proprio di un uomo povero è divenuto nome comune di “categoria sociale” dimostrando scientificamente che non ce la facciamo a capire che i poveri sono persone. Sono semplicemente poveri ed è ovvio che esistano, che siano lì, fuori dalla porta a rischiare pure di farci inciampare. Così la parabola del povero Lazzaro divenne quella del lazzarone che divenne povero. Ben gli sta.

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Lc 16,19-31   Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».