Come te stesso

Non ti vendicherai e non serberai rancore ma amerai il tuo prossimo come te stesso (Lv 19,18). Parole antichissime della Bibbia, che Gesù aveva ascoltato e letto sin da bambino e fatte sue. Amerai il tuo prossimo come te stesso, considererai il vicino un altro te stesso. Quanto accadrà a lui, lo sentirai come accaduto a te. Nulla a che vedere con quanto avviene attorno a noi. Giorno dopo giorno ci stiamo abituando a termini che erano tabù. La parola guerra l’avevo sentita solo dai nonni, che però ne parlavano sempre al passato: “mi ricordo in tempo di guerra”. Ormai invece è cronaca. Un’imbarazzante Hadja Lahbib, commissaria europea per la gestione della crisi, si è improvvisata attrice per pubblicizzare la sua “borsa della resilienza”. È uno zainetto con un kit per sopravvivere 72 ore in caso di guerra. Adesso siamo tutti più tranquilli. Cosa poi centri con la resilienza e cosa resilienza significhi qualcuno me lo dica a questo punto. A me basta ama il tuo prossimo come te stesso che da tremila anni risuona invano nel mondo. Non invano del tutto, perché almeno uno l’ascoltò e lo visse questo comando. Gesù amò tutti come se stesso. E noi lo vogliamo seguire.

Mc 12,28-34   uno degli scribi gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo