Scelta tua?

Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Ma anche no, perché non sono venuto da me stesso e voi non conoscete chi mi ha mandato, dice Gesù. Vale anche per noi, a cui han fatto credere che siamo artefici delle nostre scelte e delle nostre idee. Sarà vero ma chissà, forse non così come crediamo. Cosa abbiamo scelto noi davvero? Forse di nascere, forse l’aspetto fisico, i genitori, la nazionalità? Se la smettessimo di crederci autori di tutto ciò che siamo, smetteremmo di giudicare gli altri come fossero responsabili di tutto ciò che sono. “Si sa che voi zingari vendete i bambini”, disse un giudice di Milano ad una imputata. “Non l’ho scelto io di nascere zingara! – gli urlò la donna – non l’ho scelto io ma Dio! Non può impuntarmi d’essere zingara. Indaghi sui fatti, non sulla mia origine. Crede che sia felice d’esser nata in una roulotte? Vorrebbe essere al mio posto?”. Ma il giudice, convinto d’aver scelto d’esser nato a Milano da padre magistrato, dall’alto dei suoi meriti le diede una ventina d’anni.

Ricordati di diffondere la Locanda della Parola

Gv 7     Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.