Inviati

Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo. Ecco da dove viene la serenità di Gesù, dove si fonda la sua fiducia. Nella sua coscienza trovava Dio Padre e lo ascoltava, tanto da affermare: non faccio nulla da me stesso, faccio sempre le cose che gli sono gradite. Da parte sua il Padre non lo lasciava solo. Lo mandava eppure non lo lasciava solo cioè andava con lui. E qui sta tutta la differenza tra Dio e gli uomini. Quante persone sono state mandate ma poi lasciate sole! Mandate in guerra o in missione, in gita con l’oratorio o sulla luna, poco importa. Chi ha autorità di inviare qualcuno, ha pure il dovere di non farlo sentire solo. Diversamente cederà. La differenza infatti non la fa tanto la difficoltà della missione quanto il sentire o meno di non essere dimenticati.

Gv 8,21-30     Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.