Non lo conoscete

Gesù era felice di vivere su questa terra tra noi. Ne era felice, ma di certo era faticoso. Anche incarnato in un corpo, riusciva a mantenere un’unità perfetta e costante con Dio Padre. Ma non poterla comunicare era il suo dramma. Essere uno con l’amore di Dio e non essere creduto. Essere amato da Dio e sentirsi circondato da persone che di Dio avevano paura e che in nome di Dio condannavano. Conoscere Dio e volerlo far conoscere a tutti eppure non essere creduto, questo lo faceva soffrire. Io conosco Dio, voi non lo conoscete ma dite “è nostro Dio”.

Gv 8,51-59    Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.