La regola

Ci sono le leggi, uguali per tutti e, secondo la legge romana, Gesù era innocente. Non trovo in lui alcuna colpa, dice il giudice Pilato ben due volte. Ci sono le leggi e poi ci sono le regole. Le regole del sistema, le regole dell’economia, della politica, della carriera. Se liberi costui, non sei amico di Cesare! rispondono a Pilato i sacerdoti. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Perché la regola della tranquillità personale ebbe la meglio sulla legge. Potremo scrivere leggi perfette  ma per avere un mondo giusto dovremo prima stanare le regole che di fatto agiscono nelle vite della gente. Potremo fare solenni promesse divine, ma alla prova dei fatti un gallo verrà a ricordarci come ci siamo regolati veramente.

VENERDÌ SANTO Gv 18     Pilato uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna».