
Chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto. In altre parole: chi non crede in Gesù non sa cosa si perde. Perdere Gesù è la peggiore condanna che un uomo può autoinfliggersi. Gesù infatti non condanna ma salva in nome di un Dio che ci ama tanto. Se questa è la realtà, perché tanti se la perdono e non credono? Forse perché, facendo il male, odiano la luce. Forse invece perché, pur cercando la luce, hanno sentito sempre parlare di Gesù come giudice severo, figlio di un Dio dipinto sempre vecchio ed imbronciato.
Gv 3,16-21 Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
