
Ci siamo, il sogno di Gesù inizia a farsi realtà. Nella grande città internazionale di Antiochia, la Buona Notizia (=vangelo) inizia ad essere annunciata anche ai non ebrei. Quel muro che Gesù aveva varcato più volte compiendo persino miracoli per i pagani, viene abbattuto dai discepoli. Una folla considerevole fu aggiunta al Signore, ormai senza distinguerne le origini ebraiche o meno. Gesù è il Messia di Israele e delle genti tutte. La Chiesa è multiculturale, multilingue, globale. Non per il sangue dei padri ma per l’acqua del Battesimo si fa parte della Chiesa. Gesù è il Cristo (=messia) di tutti e chi lo segue e crede in lui è detto cristiano. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.
At 11,19-26 quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.
Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.
Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.