Quanto noi

Per quale motivo gli altri dovrebbero essere più buoni e pazienti di noi? Gli altri, fossero anche con una veste sacra addosso, sono semplicemente persone. Come noi fanno fatica, dubitano, temono, sperano e cercano di credere. Perché dunque pretendere una perfezione che non potranno mai raggiungere? Un servo non è più grande del suo padrone un inviato di chi lo ha mandato. Prendiamo gli altri così come sono, lì dove arrivano. Se anche agiscono nel nome di Dio, non sono Dio. Siamo tutti discepoli, tutti in cammino. Dobbiamo accoglierci reciprocamente così come siamo, presupponendo che chi ci sta di fronte sia stanco almeno quanto noi.

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Gv 13,16-20   Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».