
Un mese fa Papa Francesco lasciava questa terra. È già passato un mese e ancora non l’hanno dichiarato santo. Sì, lo sanno tutti che ci vuole tempo per il “processo di beatificazione”. Ma non è stato processato a sufficienza in vita? Quindi santo subito! Lo sappiamo che non è più ammessa la dichiarazione di santità per acclamazione di popolo. Ma noi lo acclamiamo lo stesso santo. Se non lui, chi? Anche i non credenti e i non cristiani riconoscono in questo uomo una santità che emanava dalla vita e persino dalla sua morte. Per noi è santo. Cioè un dono di Dio per poter credere e capire meglio, oggi, il messaggio di Gesù. Per noi lui è San Francesco Bergoglio Papa.
Gv 15,1-18 disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».