Domande

Figlio, perché ci hai fatto questo? Madre, perché mi cercavate? Due domande, come tante ce ne poniamo ogni giorno. Perché? Perché? Perché ti cercavamo? Perché abbiamo avuto bisogno di cercarti, come mai non siamo andati a colpo sicuro al tempio? Forse non ti conosco abbastanza? E poi quella domanda accusatoria, che dà per certa un’intenzione cattiva: perché ci hai fatto questo? Perché spontanea è sorta una domanda così e non invece una come la tua? Perché non mi sono chiesta come ho potuto non pensarci prima che tu eri di certo al tempio? Lo trovarono che interrogava i maestri. Non cerchiamo risposte esatte, ma domande giuste.

Il web è sempre più pieno di sacerdoti e religiose che, con video simpatici e accattivanti, rispondono ad ogni tipo di domanda. Al di là degli ammirevoli sforzi comunicativi, cerchiamo di scegliere bene chi ascolare. Molti di loro infatti tendono a “chiudere” l’argomento con risposte esatte, rigide, che non aprono a ulteriori domande bruciate sul nascere. Hanno risposte su tutto, e in pochi secondi sistemano questioni che tormentano le coscienze da anni. Tutto per loro ha una risposta immediata e chiarissima. Così come è chiarissimo che ciò che dicono viene da libretti ben studiati ma non da una ricerca personale fatta di preghiera e lacrime. Gesù non ha mai dato veloci risposte. Ha educato a farsi domande. Meglio seguire chi usa il punto interrogativo piuttosto che l’esclamativo.

Lc 2    I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.