Il segno

Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, io non credo. Stupisce che Tommaso non chieda semplicemente di vedere Gesù. Vuole vedere e toccare le mani segnate. Didimo sa bene che la resurrezione cancella la morte, ma non il segno dei chiodi, il segno dell’amore estremo. La morte passa, l’amore resta. Non siamo su questa terra per lasciarla illesi. Certo è bello sentirsi sempre giovani, non segnati dagli anni. Ma più bello è restare segnati dall’amore, dalle notti di veglia accanto a chi si ama, dalle ore di lavoro per mantenere la famiglia, dai chilometri percorsi per consolare una solitudine. Non vogliamo uscire indenni dalla vita. Vogliamo uscirne segnati per averla donata. Segnamoci l’un l’altro con il segno della Croce, il segno dei chiodi.

San Tommaso Apostolo  Gv 20,24-29 Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».