Lo seguì

Come mai il medico sta con gli ammalati? Alcune domande non meritano riposta. Come mai Gesù mangia con i peccatori? Gesù rispose pazientemente. Si ponevano la domanda perché non lo conoscevano. Sapevano che era un maestro spirituale con un gruppo di seguaci. Stando alla legge, condividere la mensa col peccatore significava condividerne la vita. Gesù però non era un maestro di Legge alla maniera tradizionale. Interpretava la Legge sacra del Padre suo come una via di guarigione dal male. Stare coi peccatori era per lui fondamentale per capirne la storia, le scelte, gli errori, e ascoltandoli li aiutava a leggere i loro stessi sintomi. Essi così si distanziavano dal male commesso, cessavano di identificarsi coi propri errori e trovavano forza di guarigione. Matteo cessò di chiamare se stesso pubblicano e riscoprì il suo nome. Lui era ben più del suo corrotto mestiere. Per questo lo lasciò e seguì Gesù.

Mt 9,9-13  Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».