Vino nuovo

Lo dicevamo già ieri: se lo schema è fisso,  ogni maestro insegna le stesse cose. Cambia il metodo, cambia il fascino del rabbi, ma non la sostanza. Gesù non solo insegna in modo nuovo, ma insegna cose nuove. Vino nuovo in otri nuovi. Eppure il nuovo spaventa. Ogni sistema sociale o religioso resta impaurito da chi propone novità, revisioni, cambiamenti anche minimi. Dopo i primi attimi di panico e lamento, scatta il contenimento. Ogni accenno di novità viene chiuso nel vecchio sistema, nelle regole immutabili, e viene sprecato. La voce profetica che vede lontano e versa vino nuovo, non giunge agli orecchi del re che, di padre in figlio, versa il vino vecchio delle cose che non si vogliono cambiare. Ma Gesù continua a suggerire nuovi modi di vivere il vangelo a chi è pronto ad accogliere ogni goccia di vino nuovo.

Mt 9,14-17   si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».