
DILI, TIMOR EST Strada facendo, dice il vangelo, e di strada ne abbiamo fatta tanta per arrivare qui a Dili. Stando alle informazioni tecniche, ho percorso un totale di 15.021 kilometri, dall’alba di lunedì al pomeriggio di ieri. Come sempre, appena fatto buio, verso le 19.00 sono uscito e vi invio la prima foto scattata. Ecco la città, ecco la vita. I tombini dissestati, le donne che vendono arrosticini, i bimbi che mi guardano e non esitano: “Hello mister! How are you?”. Anche questa volta mi sono sentito accolto. Non scuoterò la polvere dai piedi. Sono solo i primi passi ma è già molta.
Mt 10,7-15 disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».
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