
DILI, TIMOR EST Questo uomo indonesiano, dopo il cantiere arriva con due colleghi e lavora alla nostra casa fino a tarda sera. Nessuno se ne accorge, nessuno sa di lui, in trasferta per fare qualche soldo in più. Nessuno sa delle risate che ci facciamo, del caffè che gli preparo, della lingua mista che parliamo vincendo Babele. Chissà, forse i suoi nonni, alla sua età, erano qui ad ammazzare quelli dei giovani che ora lo aiutano. Nessuno sente il suo martello, nessuno ci ode nelle piazze. Ma ogni scintilla di lavoro dà speranza alle nazioni, quelle che un tempo si odiavano. Ed è così per tutti. Per te, per me. Siamo noi stessi scintille che guizzano in silenzio a regalare un attimo di speranza a chi ci vede.
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Mt 12,14-21 i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».