
.

.

DILI, TIMOR EST Questi studenti universitari ieri hanno scavato la buca dove verrà inserita la cisterna di scarico della cucina. Impossibile fermarli per una sosta, dirgli che era profonda abbastanza. Macché. Scava e scava, sono arrivati all’acqua. Tra le risa ho spiegato che non avevo bisogno di un pozzo ma solo di una buca. Eppure è proprio lì che dobbiamo arrivare, al livello profondo dove l’acqua affiora. Se ciascuno di noi scendesse nel proprio cuore fino a Dio, lì saremmo tutti una cosa sola. Le nostre radici attingerebbero alla stessa unica sorgente. Rimanete in me e io in voi. Rimanete uniti a me nel profondo di ogni istante e vi renderete conto che siete tutti connessi tra voi.
Gv 15,1-8 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».