Ci parla in parabole

Dintorni di LOSPALOS, TIMOR EST     Dal giardino di casa, prima di partire, avevo raccolto con cura i semi dei fiori preferiti di mia nonna. Li volevo porre sulla tomba di una madre che conoscevo da anni e che avevo sperato invano di poter riabbracciare. Così li ho portati sin qui, in un villaggio introvabile persino sulle mappe. Mi domandavo dove il vento li avrebbe portati e se mai fossero adatti a questo clima. Rialzandomi ho notato che una piantina era già lì, fiorita ai piedi della tomba, a dirmi che i semi avevano un futuro. A volte crediamo di portare i semi del regno di Dio, ma poi scopriamo che Lui ha già seminato ed è lì che ci attende. Quando i nostri semi sono come i suoi, allora ci sentiamo in perfetta sintonia, nella sua piena volontà. Ogni giornata è una parabola di coincidenze che raccontano di un Dio che ci suggerisce le sue stesse idee e ad ogni istante ci fa sentire d’essere presente.

.

Mt 13,31-35 Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».