
DILI, TIMOR EST Il regno dei cieli rende felici. Quando si scopre che si può vivere in costante relazione con un Dio buono, la vita cambia. L’ansia per il domani diminuisce, i rimpianti del passato diventano gratitudine, il presente è assaporato con più gusto. Il regno dei cieli non è dunque una questione di religione ma di relazione. Quando lo si scopre, si scopre un tesoro, una perla preziosa, un nuovo modo di vivere ogni istante di vita. Quando lo si trova, si trova la gioia. Non la allegria di un momento, ma la gioia costante. Si torna come bambini, diceva Gesù. Come loro capaci di giocare sempre, di vivere il presente, di fidarsi che qualcuno provvederà. Per questo quando vediamo un bimbo povero che ride, cadiamo in trappola: “Non hanno nulla ma sono più felici di noi”. Non sono più felici perché non hanno nulla. Sono più felici perché sono bambini, ecco perché. Poi crescono, a volte troppo in fretta, pensano al domani, e lo sguardo si rabbuia.
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Mt 13,44-46 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».