Tutto il necessario

DILI, TIMOR EST   Lo dicevamo ieri, la vita dipende dal cibo e da quello che abbiamo e Gesù lo sapeva bene. Questa pagina ce lo dimostra, come del resto tutto il vangelo. Date loro da mangiare, dice Gesù. Quante volte, prima di sedersi a tavola, sentiamo preghiere del tipo “Grazie Signore per questo cibo, danne anche a chi non ne ha”. Sarebbe bello udire in risposta una voce dal cielo: voi stessi date loro da mangiare! Sì, perché è compito nostro occuparci degli altri così come è compito degli altri occuparsi di noi. Non perché affetti da sindrome di Superman, ma perché fiduciosi che il Padre ci darà tutto il pane quotidiano necessario per distribuirlo a chi ha fame. Pane, pesci, tempo, idee, pazienza, intelligenza e così via, secondo i bisogni della folla che incontriamo.

Mt 14,13-21   avendo udito della morte di Giovanni Battista Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.