
DILI, TIMOR EST Ieri sera, uscito di casa per fare la spesa, ho incontrato questo gruppo che in processione cantava e recitava il rosario. Lo sanno tutti che queste cose non sono la mia prima passione, ma mi hanno dato forza. Erano in mezzo al traffico, come nulla fosse e le auto a loro volta rallentavano con naturalezza, senza protestare. Mi sono fermato, mi sono fatto il segno della croce, li ho seguiti con lo sguardo finché ho potuto. Qui è ancora normale credere in Dio, pregare e farsi pubblicamente un bel segno della croce. Certo, sarà solo tradizione, sarà solo devozione, la fede non è tutta qui. Intanto però pregavano insieme, tra le auto e gli scooter, come fosse la cosa più normale al mondo. Ma forse non normale sono io che mi stupisco. Infatti dovrei saperlo che dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.
Mt 18,15-20 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».