
DILI, TIMOR EST Non era un sacerdote della sua religione. Gesù di Nazareth era un laico. Predicava e compiva miracoli girando di villaggio in villaggio e sconfinando in terre e case straniere. Insegnava a pregare e ad instaurare un rapporto personale con Dio, basato sulla profonda fiducia d’essere da lui amati. Praticava la propria religione ma anche da essa sconfinava, ritenendola un punto di partenza più che una meta. Gesù stesso era ed è incontenibile negli schemi religiosi e nelle liturgie che infatti si adeguano ai tempi e alla conoscenza del mistero di Dio raggiunta in ogni epoca. Invano Gesù ci ha sempre messo in guardia dal fascino del clericalismo, dalla tentazione di costruire una casta sacerdotale non dissimile da quelle di altre religioni. Ci siamo cascati quasi subito e ora è tutto un padre, guida, maestro, dove invece Gesù voleva che ci fossero solo fratelli. Un vero peccato perché di religioni e sacerdoti è pieno il mondo, ma di fraternità evangelica c’è ancora una grande sete. Sia nei paesi poveri che in quelli ricchi.
Mt 23,1-12 Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».