Come in scatola

DILI, TIMOR EST    Dopo un po’ si ha la nausea di queste “zinc”, le lamiere con cui qui si fa un po’ tutto. Dico nausea perché è urtante vedere persone vivere in scatole di lamiera. Ancor peggio, dice il vangelo oggi, è vedere coscienze bloccate da rigidità mentali che impediscono di crescere e dunque capire il mistero di Dio. Il cielo resta lassù, fuori dalla vita, e dentro non c’è che buio e caldo soffocante degno della Geenna. Quando gli uomini religiosi non trasmettono altro che un sistema di paure, chiudono il regno dei cieli davanti alla gente e impediscono di entrare a quelli che vorrebbero. Dove c’è paura, non c’è Spirito. Perché dove c’è lo Spirito, c’è la gioia. Che sia il catechista cattolico o il veggente delle foreste di Timor, poco cambia. Se si infonde paura non si infonde Spirito. Dunque è meglio vivere in una baracca con una coscienza libera che vivere nel benessere prigionieri di un’anima impaurita.

Mt 23,13-23   Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».