
LOSPALOS, TIMOR EST Malae, straniero, così mi chiamano qui i bambini. Niente di dispregiativo, non ha il significato che in Italia si dà a “extracomunitario”. Semmai extraterrestre, quello sì. Qualcuno venuto da un altro mondo fino a qui, fino a noi, a giocare con noi. “What’s your name malae?”, chiedono in inglese le bambine. Vogliono essere fotografate ma mi è difficile: appena indietreggio per inquadrarle, si fanno ancora più vicine. Una porta il dito alla bocca e sembra dirvi: silenzio, il malae ha scelto noi! Abbiamo vinto, dicono le altre. Come Elia, come Eliseo, come Gesù, siamo tutti inviati lontano. Non per forza all’estero. Ormai siamo tutti così stranieri gli uni agli altri, che si è malae anche nella propria patria, come fu per Gesù. Non resteremo mai senza una missione da compiere, oppressi da liberare, poveri da rallegrare.
Lc 4,16-30 Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Buon inizio del mese di settembre a tutti voi! Tempo di ripresa di scuola e lavoro. Tempo di clima che si avvia all’autunno. Nell’emisfero Sud le stagioni sono invertite e qui a Timor, nella fascia tropicale, si avverte solo un ulteriore aumento della temperatura e l’arrivo delle piogge da novembre circa. Le giornate per me proseguono nel caldo, con dodici ore circa di luce ed altrettante di buio.