
DILI, TIMOR EST Me lo immagino così. Il demonio intendo. Furente di rabbia perché qualcuno è venuto a rovinare i suoi piani. E il suo piano base, ricordiamolo sempre, è la paura. Trova ogni modo per far sì che gli umani agiscano guidati dalla paura, non dalla serena fiducia, non dalla speranza. Poco importa se sia paura di Dio, dell’oroscopo, dei fantasmi della foresta o di perdere follower sui social. Ciò che conta è infondere un costante senso di paura. Da lì poi, a catena, nasce tutto il resto: menzogne, invidie, guerre preventive, relazioni tossiche ecc. Altra cosa invece è il timore di Dio. Non significa aver paura del Padre che è nei cieli, ma semmai aver paura di perdere il contatto con Lui, di smarrire l’amore e spegnersi. Taci, esci! diremo ad ogni insorgere di pensiero pauroso. Tutto ciò che non è Dio, taccia ed esca immediatamente dal mio cuore nel nome Gesù!
Lc 4,31-37 Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.