
DILI, TIMOR EST Di tutte le religioni, il messaggio di Gesù è l’unico che non vieti cibi o bevande. I suoi discepoli mangiano e bevono! Ma mai da soli, mai alla faccia degli altri. Mangiamo e beviamo tutto quello che ci pare, ma con l’obbligo di riconoscere in ogni affamato la presenza stessa di Gesù. Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere. Ma si sa, nessuno che beve il vino vecchio desidera il nuovo. Il messaggio del vangelo era ed è troppo avanti. Gli uomini hanno bisogno di regolette che li facciano sentire a posto, come un bimbo che ha fatto i compiti e può andare a giocare. Ecco che nel tempo ci siamo ricostruiti una serie di digiuni e divieti alimentari, di cui Gesù non ha mai parlato. Eppure egli digiunava. Digiunava per imparare a vivere anche senza. Allenava corpo e anima a dare, a non trattenere per sé, a donare. Fino a dire prendete e mangiatene tutti.
Lc 5,33-39 i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».