
DILI, TIMOR EST Guardando i discepoli Gesù diceva “Beati voi poveri”. Quindi i discepoli erano poveri, affamati, in pianto, disprezzati, ecc Ecco che forse abbiamo trovato il motivo, il perché la povertà in un certo senso ci affascina. Quella altrui ovviamente, che noi ce ne guardiamo bene dall’impoverirci di proposito. Però continuiamo ad essere incantati da immagini di gente povera. Anziché immedesimarci e inorridire, anziché restar sconvolti al solo immaginare nostra figlia al posto delle bimbe in foto, noi avvertiamo tenerezza. Tutte le nostre espressioni, tutti i nostri “che occhioni, che dentini bianchi, che gioia, che luce, son felici con nulla, che amore quei piedini nudi”, hanno un che di sincero. Non sono solamente vuoti commenti da salotto radical-chic. Hanno una causa più remota, un richiamo più antico. È il richiamo del vangelo, di Gesù stesso, che si rivolgeva ai poveri, che stava con loro e che da loro era seguito. Lui li curava, si preoccupava per loro, li nutriva, li difendeva, li capiva e li perdonava. Per loro sperava in un mondo più giusto. Quando noi li guardiamo, diciamo “che belli, beati loro”. È il richiamo profondo della nostra anima attratta dal Signore dei poveri.

Lc 6,20-26 Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».