Questa generazione

DILI, TIMOR EST   “Meglio piangere per i lacrimogeni che piangere perché ti vedo con un altro”. Bisogna essere spiritosi sempre, in ogni circostanza, saper ballare pur piangendo. Qui da un paio di giorni migliaia di studenti sono in piazza, furiosi con i parlamentari che hanno deciso di comprarsi una Toyota Prado a testa, alla faccia del popolo affamato. Goccia che ha fatto traboccare il vaso sempre vuoto della miseria in cui vive questa gente. E così gli eroi che vent’anni fa liberarono questa terra dall’occupazione indonesiana rischiano di essere trasformati in nemici del popolo. Questa generazione grida in piazza che “Le priorità sono istruzione, salute, agricoltura, acqua e infrastrutture base, non le Prado ai 65 deputati” (vedi foto qui sotto). Il costo della vita è sempre più alto, i salari sono imbarazzanti, e la generazione che è al potere sembra scordare il tempo in cui era vittima di altri potenti. Vale per tutti. Il nostro passato può essere anche eroico e certo ha creato la nostra attuale reputazione, ma non sarà per sempre. Non adagiarti sul tuo passato: può essere usato contro di te. I digiuni di ieri possono accusarti oggi d’essere un mangione. Ciò che conta è chi siamo oggi, chi sei adesso, chi sei diventato.

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Lc 7,31-35 il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».