Francesco

DILI, TIMOR EST    Ve lo assicuro: ai poveri non piace la povertà. La detestano, la fuggono, la combattono, sognano d’essere ricchi. Siamo noi che a volte ne siamo affascinati, soprattutto quando la povertà non è la nostra ma quella altrui. Il povero ci pare un personaggio di una storia, non una persona che ha difficoltà. La realtà è che la carenza di una vita dignitosa fa perdere moralità e rende invidiosi, aggressivi e rudi. L’uomo non è fatto per essere povero e cencioso. L’incubo d’esser poveri rende avidi e l’avarizia rende accumulatori di ricchezze, sbilanciando la società e dividendola in ricchi e poveri. Solo la generosità può riavvicinare i due fronti, ma per donare le proprie ricchezze ci vuole molta forza. Come diceva Papa Francesco, persino ciò che è superfluo dopo un po’ ci pare essenziale e dunque è difficile rinunciarvi. Donare ciò che è nostro, soprattutto denaro, è un gesto coraggioso, è autoimpoverirsi per arricchire l’altro. Questo impoverimento volontario non è altro che l’amore per la povertà, quella povertà che Francesco d’Assisi sposò non perché fosse bella ma perché era l’unica sposa che l’avrebbe lasciato libero di amare e frequentare chi non poteva ricambiarlo.

San Francesco d’Assisi  Mt 11,25-30 Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Abbi coraggio! https://buonodentrobuonofuori.com/come-aiutarci/

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