DILI, TIMOR EST Che bello sarebbe, ogni tanto, poter dire d’esser fuori servizio, servi inutili che hanno fatto quanto dovevano fare. Tutti sono sistemati, sfamati, curati, rappacificati. Non c’è più nessuno che abbia un solo bisogno e dunque siamo servi inutili, servi fuori servizio. Ma non è così, non lo sarà mai. Come dunque non scoraggiarsi di fronte agli immani e infiniti bisogni dell’umanità? Come non diventare violenti di fronte alle ingiustizie o depressi davanti alle sofferenze? Se aveste fede, una fede sottile ed invisibile come un granello di senape. Una fede leggera, fresca, che si lascia trasportare. La fede di chi si affida al Padre anche nei più forti bisogni.
Lc 17,5-10 gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».