Il tarlo del sospetto

DILI, TIMOR EST   Volevano sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca. Non ci interessa tanto quello che l’altro dice, quanto quello che gli possiamo rispondere. A volte non ascoltiamo nemmeno con attenzione quello che ci viene detto e, attraverso il filtro delle nostre paure, cogliamo ciò che sembra rivolto contro di noi. Qui sono straniero, mi rendo conto che capire solo una parola su venti rende un po’ sospettosi come i sordi. Bisogna dunque scegliere: o ritenere che gli altri parlino ostilmente oppure fidarsi. Stanno solo chiacchierando! Ascoltiamo dunque con limpidezza ciò che gli altri cercano di comunicare. Altrimenti le nostre relazioni saranno tarlate dal sospetto e da domande insidiose.

Lc 11,47-54   il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.