Più dei passeri

DILI, TIMOR EST   Ieri, tra un lavoro e l’altro, mi sono concesso un attimo di pausa e ho aperto il cancello che dà sulla strada. Avevo notato dei passeri sul tetto del vicino ed avevo il telefono pronto per fare qualche foto. Appena ho varcato il cancello, da lontano, mi sono sentito chiamare “malai, malai!”. Erano dei bambini così piccoli che non li vedevo. “Mai mai!”, venite venite, e hanno iniziato una corsa sfrenata che ho potuto filmare (vedi sotto). Io stavo solo guardando dei passeri. Questi bimbi non so chi siano. Mi sono corsi incontro come fossi loro papà tornato da un lungo viaggio. È la gioia di essere amici di uno straniero, di poter raccontare a casa di avermi parlato. È l’innocenza di cui parla Gesù, è la capacità di fidarsi. Attraverso di loro Dio parla e ci dice: tu vali più di molti passeri!

Lc 12,1-7   si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».

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