
DILI, TIMOR EST Non possiamo capire questa pagina di Vangelo perché ormai per noi tutto è stato ridotto alla razionalità scientifica. Non possiamo credere che sia possibile guarire una persona imponendole le mani. Al tempo di Gesù invece era normale ma – proprio perché era un’attività di lavoro – non andava fatta nel giorno di sabato. Qui, da dove vi scrivo, è assolutamente normale avere un legame con l’aldilà, con le forze di guarigione e purtroppo anche di maledizione. È normale interpellare i cari defunti prima di intraprendere un viaggio o un’importante decisione. È assolutamente normale avere paura che qualcuno ti maledica e ti faccia ammalare usando poteri tanto invisibili quanto efficaci. Liberaci dal male, diceva sempre Gesù pregando. Lui passava guarendo tutti, liberando i malati tenuti ricurvi su se stessi da Satana. Siamo tutti ricurvi, a contemplare i nostri problemi, a cercare distrazione in uno schermo stretto in mano come un naufrago stringe una tavola in mare. Ogni giorno è sabato, è giorno del Signore, giorno buono per essere liberati e alzarsi dai nostri divani e camminare a testa alta. Non la testa alta dei presuntuosi ma quella di chi guarda lontano, fino ai confini del mondo, per vedere se vi sia qualcuno da liberare dal male.
Lc 13,10-17 Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.