
DILI, TIMOR EST Che effetto ci fa leggere un episodio come questo? Qui ciò che la psicologia chiama tabù esiste ancora. Qualcosa di assolutamente vietato o doveroso che non si immagina nemmeno di mettere in discussione. Lulik, sacro, intoccabile. Fa davvero impressione stare con giovani in jeans e cellulare che ancora si orientano così. Ancora per poco purtroppo e sempre meno, perché il nostro mondo arriva. Il mondo senza tabù né leggi divine, senza sabati. Un mondo a cui questa pagina non fa né caldo né freddo. Abbiamo sostituito il sabato con il “secondo me”. L’unica legge tabù è esattamente quella che li vieta. Gesù combatteva l’ottusità e la rigidità mentale, non certo la sacralità del sabato riservato a Dio. Anzi, proprio perché era giorno di Dio doveva essere giorno operoso di misericordia. È lecito o no guarire qualcuno di sabato? E allora, visto che nel nostro mondo si può, cambiamo nome pure ai giorni e ripetiamo ancora: ogni giorno è sabato. Ogni giorno è del Signore.
Lc 14,1-6 Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.