Volendo costruire

TAIPEI AIRPORT, TAIWAN      Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Durante il lungo viaggio riguardo le varie foto scattate in questi quattro mesi. Qualche foto del meraviglioso mar di Timor, qualche altra di bambini. La maggior parte sono foto che documentano i lavori. Muri, prismi di cemento, bidoni di vernice, camion di sabbia. Rivedo i volti di muratori, falegnami, studenti al lavoro. E caldo e polvere ovunque. Alla sera, alla luce della candela, persino la piccola icona col volto di Gesù andava spolverata. Rivedo il grande ratto che mi faceva visita a cena, quando cucinavo in qualche modo all’esterno e le enormi blatte volanti che ho costretto (speriamo) a traslocare. E giorno dopo giorno, col sudore della fronte, non abbiamo innalzato una torre ma rimesso a nuovo una casa. Ecco i volti dei bambini curiosi: “malae hela iha nee?”, abiti qui? No, non è tutta casa mia. Qui ho una stanza, ma la casa sarà una piccola scuola anche per bambini. Hau mos bele ka? Anche io posso venirci? Certo. E la voce si diffonde. Ogni volta che apro il portone sento Hello mister! Ieri addirittura “Namastè!”. Si vede che quattro mesi di sole bruciante mi hanno reso un po’ indiano. Ma che importa di che colore siamo, ciò che conta è la luce con cui facciamo le cose, visibili e invisibili, come dice il Credo. Amare Gesù più di tutti non vuol dire metterlo prima degli altri, ma metterlo tra noi e loro, vivere l’attimo consapevoli della sua costante Presenza. Allora saremo sempre in grado di portare a termine ciò che in suo nome abbiamo iniziato a costruire. Lui, il carpentiere di Nazareth, Dio nascosto nel lavoro quotidiano, non farà mai mancare ciò che ci occorre.

Lc 14,25-33    una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».