Chi sono davvero?

Una domanda unisce tutte queste forti e misteriose affermazioni di Gesù: quale è la vera ricchezza? Osservando una persona si può capire cosa davvero conti per lei. Quanto tempo dedica a questa o quella attività, per chi spende denaro, cosa la fa arrabbiare, piangere o gioire. Sappiamo bene che, appena cerchiamo qualche prodotto su Google, riceviamo proposte d’acquisto dello stesso genere. Siamo pedinati in ogni nostra mossa, ascoltati in ogni parola. Quale profilo sarà stato steso su di me? La scala dei miei interessi reali coincide con ciò che dichiaro a parole?

Lc 16,9-15 Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».