Come figli

La grazia di Dio non si compra. L’alleanza con Dio non ha prezzo. Non fate della casa del Padre mio un mercato! Eppure noi abbiamo fatto diventare mercato il mondo intero. Tutto è marketing, tutto è mercanteggiare. Ma con Dio non si può. Forse perché ha già tutto, non ha bisogno di nulla. Forse perché noi non abbiamo nulla e abbiamo bisogno di tutto. Dio è amore, e l’amore non ha prezzo, non ha scambio, non è trattabile. L’amore si può solo ricevere, si può solo donare. Non si paga la stanza se si è figli e Dio è nostro Padre, è nostra Madre. Oggi in rito ambrosiano si celebra Cristo Re. Noi siamo fratelli di Gesù Cristo Re. Stiamo nel tempio come re, non come affittuari. Non ci è chiesto di pagare l’ingresso con sacrifici, ma di vivere da figli. E questo è molto bello, ma molto più impegnativo.

Dedicazione basilica lateranense Gv 2,13-22   Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da