La domanda

Non osavano più rivolgergli alcuna domanda, perché le loro erano domande disoneste e la risposta di Gesù li aveva smascherati. Non volevano capire ma soltanto provocare. È così bello invece quando qualcuno ci rivolge domande sincere, che nascono dalla sete di conoscenza, da una curiosità alta, quella che ci spinge a scoprire l’ignoto, a esplorare i misteri. Il vangelo, la persona stessa di Gesù di Nazareth, ci pongono domande più che darci risposte esatte. Tutti siamo, gli uni per gli altri, un mistero da scoprire. Quando hai la domanda, prima o poi avrai la risposta.

Lc 20,27-40   si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.