Il dono

Questa vedova ha gettato nelle offerte più di tutti, perché ha gettato tutto quello che aveva. Non siamo abituati a vedere i poveri dare qualcosa. Il loro ruolo è quello di chi chiede e, forse, riceve da noi. Vi posso assicurare che vedere un povero dare è qualcosa che non si scorda. Gli occhi, io non riesco a dimenticare gli occhi di chi mi ha dato pur nella sua miseria. Frutti, oggetti tradizionali, stoffe pregiate intessute a mano. Te li porgono in silenzio e ti guardano. Ti fissano e quello sguardo ti dice tutto. Dice grazie, dice anche desiderio di provare, almeno una volta, il gusto di dare. Quello sguardo ti trafigge e ti esamina la coscienza: ho dato con gioia, ho dato con il cuore, oppure ho gettato parte del superfluo giusto per tacitare le richieste? Il dono di un povero è un oggetto che parla e ti ammonisce. Perché giungesse nelle mie mani c’è voluto uno sforzo economico enorme. Un investimento in gratitudine al limite dello spreco: se non hai nulla, perché spendi per me che ho tanto? Sì, hai tanto, ma ancora non avevi il dono di un povero. Ora sai che non sono un povero. Sono una persona. Sono come te.

Lc 21,1-4   Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».