
Sempre la stessa insistenza, la stessa raccomandazione: non vi terrorizzate. Non abbiate paura. Probabilmente dal cielo ci vedono come degli uccellini impauriti che sbattono da ogni parte contro la gabbia. In effetti la storia è storia di terrori e terrorismi, di terribili imperatori che ritenevano la paura l’unico strumento di potere possibile. Invece “esiste una differenza fra esercitare il controllo e dirigere: esercitare il controllo significa guidare, amministrare o governare con la paura; dirigere, è la stessa cosa ma senza la paura”.* Dio dirige la nostra vita, se lo vogliamo, ma non ci controlla. Infondere paura non è da Lui. Potente com’è, gli verrebbe troppo facile obbligarci col terrore. Preferisce conquistarci con l’amore. Sia lo stesso per noi.
Lc 21,5-11 mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
*Lise Bourbeau, Le cinque ferite e come guarirle