
Di’ soltanto una parola e io sarò salvato, sono le parole che pronunciamo a Messa prima di fare la Comunione. Di’ soltanto una parola e questo pane azzimo che è il tuo corpo sarà per me lievito. Perché non tu ma io sono azzimo. Il mio amore non lievita, la mia umanità resta appiattita alla superficie delle cose. Di’ soltanto una parola e la mia fede crescerà, la mia mentalità si allargherà fino ai confini del mondo. Di’ soltanto una parola prima che io beva il calice del tuo sangue. Che scenda nelle mie vene, raggiunga i più remoti angoli della mia anima, della mia psiche, sanando le ferite di cui non sono nemmeno consapevole. Di’ soltanto una parola e lui sarà salvato, lei sarà salvata. Così intercedo per coloro che ti voglio affidare, credendo con fede che una tua parola basta a salvare.
Mt 8,5-11 entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».