
Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Non che il mondo offra grandi spettacoli consolanti, eppure questa affermazione di Gesù vale ancora. Occhi beati non tanto per le immagini raccolte, ma per la lettura che ne possiamo dare. Il Figlio infatti può rivelare a chi vuole chi è il Padre. Se il Figlio ci rivela il Padre, noi possiamo leggere la realtà da una prospettiva diversa. Con occhi illuminati da Dio stesso, lo vediamo operare nella nostra vita e in quella altrui, lì dove prima guardavamo senza vederlo. La relazione personale, costante e interiore con Gesù, ci mette in grado di ascoltare e vedere oltre e dentro il mondo della materia.
Lc 10,21-24 In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».