
Può esserci capitato di essere al volante e trattare altri automobilisti in modo molto spontaneo per poi accorgerci di aver insultato un conoscente… Che figura!Ma capita anche nel traffico della vita, degli incontri e dei giorni che passano rapidi. Capita di non riconoscere qualcuno e dunque far di lui quello che si vuole. Capita cioè di non capire cosa stia vivendo l’altro, cosa stia aspettando di dirci, cosa avrebbe bisogno di sentirsi dire. E così il figlio di uomo che è lì davanti a noi soffre per opera nostra. Se invece lo riconosciamo, lo alleviamo per opera della nostra misericordia.
Mt 17,10-13 Mentre scendevano dal monte (dove si era trasfigurato), i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
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